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Cinema of the World: A History Of Violence (David Cronenberg, 2005)

05 Dic

David Cronenberg – A History Of Violence (2005)

Cast: Viggo Mortensen, Maria Bello, Ed Harris, William Hurt, Heidi Hayes…

An ordinary family receives unwanted national attention for a seemingly vigilante-like self-defense killing at the father’s diner (Viggo Mortensen), which leads to his previously unknown past being dredged up…

Plot/Synopsis:

David Cronenberg
directed this screen adaptation of a graphic novel by John Wagner and Vince Locke which explores how an act of heroism unexpectedly changes a man’s life. Tom Stall (Viggo Mortensen) lives a quiet life in a small Indiana town, running the local diner with his wife, Edie (Maria Bello), and raising their two children. But the quiet is shattered one day when a pair of criminals on the run from the police walk into his diner just before closing time. After they attack one of the customers and seem ready to kill several of the people inside, Tom jumps to the fore, grabbing a gun from one of the criminals and killing the invaders. Tom is immediately hailed as a hero by his employees and the community at large, but Tom seems less than comfortable with his new notoriety. One day, a man with severe facial scars, Carl Fogarty (Ed Harris), sits down at the counter and begins addressing Tom as Joey, and begins asking him questions about the old days in Philadelphia. While Tom seems puzzled, Carl’s actions suggest that the quiet man pouring coffee at the diner may have a dark and violent past he isn’t eager to share with others — as well as some old scores that haven’t been settled. by Mark Deming (allmovie.com)



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(…) Tom Stall è il proprietario di un piccolo ristorante in una cittadina di provincia. Conduce una vita normale con la moglie e i figli fin quando un giorno si difende dall’aggressione di due feroci criminali uccidendo entrambi. La sua immagine finisce su tutti i media e spinge Carl Fogarty, un boss della mafia irlandese di Philadelpia ad andarlo a cercare. L’uomo è sicuro di aver riconosciuto in lui un delinquente che lo ha privato di un occhio e che era molto temuto nell’ambiente per la sua crudeltà. Tom deve difendere la sua famiglia.

Tratto da un fumetto di John Wagner il nuovo film di Cronenberg torna sui territori cari al regista: l’identità, la possibile schizofrenia, il rapporto tra realtà e apparenza. Anche lo stile narrativo gioca su questi elementi, tanto che il film potrebbe essere oggetto di una doppia recensione. Se lo si prende per come appare si tratta di un thriller molto stereotipato con buone dosi di esagerazione narrativa e di umorismo spesso involontario. Se invece lo si legge a partire dalla prima inquadratura che sembra un quadro di Hopper allora le cose cambiano. Si pensa al Cronenberg raffinato intellettuale che opera una rilettura sui generi per svelarne la fragilità e l’ambiguità. Questa volta propendiamo per la prima scelta quasi che il regista canadese, dopo la complessa prova di Spider avesse deciso di avvalersi di una fonte di ispirazione “bassa” per vedere come i meccanismi narrativi funzionano in quel contesto senza però volersene distanziare criticamente.
Grande, come sempre, Ed Harris. Giancarlo Zappoli (mymovies.it)





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David Cronenberg…

E pensare che all’inizio non piaceva a nessuno, oggi, invece è uno dei più quotati e impeccabili autori del mondo. Insuperabile nel suo stile registico, che piace, e parecchio. Tanto è vero che c’è ancora chi ha voglia di correre sullo schermo per vedere quei film che l’inferocita Hollywood ha considerato dei veri e propri oltraggi. Mai stato un tipo coriaceo questo regista dalla sdegnosa faccia da schiaffi, che fra l’altro sembra essere fatta di gomma. Costantemente sospeso fra l’essere e il non essere… o l’essere qualcos’altro… ha saputo donare al cinema delle memorabili scene: dalle allucinazioni massmediali di Videodrome agli scontri automobilistici di Crash, con auto rivoltate e distrutte, barelle e luci soffuse che sono in realtà metafora di un eros d’acciaio. È il re della fenomenologia della mutazione, del melodramma che esplode in un delirio paranoico, è l’erede audiovisivo dello scrittore Burroughs che ha saputo dimostrare al mondo di poter fare benissimo a meno degli effetti speciali (come nel caso di M. Butterfly), ma non dell’autodistruzione dei suoi personaggi. L’Apocalisse, per Cronenberg, non arriverà sotto forma di quattro cavalieri scheletrici scesi dal cielo o per il collasso ambientale o universale. La vera scintilla di annientamento sarà l’uomo stesso… Fabio Secchi Frau (mymovies.it)

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1 Commento

Pubblicato da su 5 dicembre 2010 in Cinema

 

Tag:

Una risposta a “Cinema of the World: A History Of Violence (David Cronenberg, 2005)

  1. Rod Delarue

    5 dicembre 2010 at 03:04

    David Cronenberg – A History Of Violence (2005)
    Links “rapidshare”, “hotfile” e “fileserve” (dvdrip. v.o.) al seguente indirizzo:
    http://www.worldscinema.com/2010/10/david-cronenberg-history-of-violence.html
    E per la versione del film in lingua italiana:
    http://redsite2.blogspot.com/2010/02/history-of-violence-dvdrip.html

     

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