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Lettere a Mefistofele: 26 giugno

26 Giu

26 giugno

La proteggerò dalla pioggia, che ora scroscia, con il mio impermeabile, passandoglielo sulle spalle.
Le presterò la mia sciarpa.

A nulla servirà ogni mio gesto.

Ne prendo atto varcando da solo la soglia della città universitaria.

Mi metto a girovagare nel parco. Mi sdraio su una panchina fradicia.
Si intravedono ancora alcune luci accese in una residenza secondaria.
Invidio quelli che studiano a quest’ora: quelli che ripassano a memoria i volumi che hanno consultato di giorno nelle biblioteche.
Se la Nazionale fosse aperta, ci farei un salto.
Scoprirei un carteggio manoscritto, un inedito, e mi metterei a trascriverlo.
Diventerei famoso.

Si rimette a piovere.

Cinquanta metri più in là, sul boulevard, si vendono le prime copie dei giornali.
Avrei bisogno di schiarirmi le idee.

Non oso farlo.

Come sopra.

Il suo Edit.


Artwork by Chad Wys (behance.net)

 
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Pubblicato da su 26 giugno 2010 in Letteratura

 

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