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Lettere a Mefistofele: 2 giugno

02 Giu

2 giugno

Figlio mio,
la nostra famiglia è diventata multietnica.
Una vera e propria multinazionale, una nuova Torre di Babele…
La moglie di uno dei tuoi fratelli parla spagnolo e viene dall’Honduras, un’altra tedesco e non ho ancora ben capito da dove venga.
Una tua nipote, appena adottata, ammutolisce quando le chiedo qualcosa, perché si sta alfabetizzando e non ci tiene a far brutta figura in italiano con suo nonno.
Io non sono mai stato razzista.
A me preme di sapere se un giorno o l’altro tutta questa gente saprà coesistere.
Ne abbiamo quindici in tutto, per il momento, di rampolli stranieri in casa.
Incrociandosi tra loro, visto che non hanno nessun legame di sangue e di parentela, il paesino in cui sono nato, se tutti i miei nipoti avranno la voglia e il coraggio che ho avuto io di procreare, cambierà colore.
A me la cosa non spaventa più di tanto. Io sarò già nella tomba.
Ma perché non ti sposi anche tu, che ne so, un’asiatica?
Pareggeremo i conti con gli africani e daremo del filo da torcere ai sudamericani.
Scusami se ti ho disturbato nel tuo lavoro.
Stasera ho bevuto un po’ troppo e avevo voglia di scherzare.
Come vedi, a quasi novant’anni, e per di più un po’ brillo, ci so fare anche con il computer.

Tuo padre



(Photos: gosu.co.za)

 
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Pubblicato da su 2 giugno 2010 in Letteratura

 

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