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Lettere a Mefistofele: 25 maggio

25 Mag

25 maggio

Mio caro “professore del desiderio”,
le sue lezioni di “erotismo comparato” lasciano, come al solito, a desiderare.
Uno stato di perenne eccitazione è uno stato di pura sofferenza.
E se Lei prova piacere in questo stato, non so che consigli darLe. Si consideri malato.
La teoria del desiderio che vale più di quanto non valga il suo appagamento mi sembra una di quelle baggianate di cui solo Lei poteva essere capace.
Sarebbe come dire che è sempre meglio aver sete piuttosto che bere, avere appetito e non mangiare, aver voglia di dormire e non chiudere occhio.
“E’ l’illusione che deforma il nostro punto di vista ottico”.
Che un uomo abbia fatto l’amore per anni con una donna senza nemmeno accorgersi di un difetto del suo corpo non mi stupisce più di tanto.
Io mi domando come sono venuta al mondo.
Mia madre mi garantisce che con suo marito, mio padre, non si sono mai dati in vita loro un bacio sulla bocca.
Forse credevano che fosse necessario usare i preservativi.
Fatto sta che io sono nata.
Per tornare al punto di prima, mi dispiace deluderLa, ma a me non va di essere sempre e soltanto stuzzicata.

Dora


Photo by Valeri Vitanov (photodom.com)

 
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Pubblicato da su 25 maggio 2010 in Letteratura

 

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