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Lettere a Mefistofele: 17 maggio

17 Mag

17 maggio

Io sono convinta di una cosa: che le ragazze della mia età non godono.
Che qualcuno deve avere indetto uno sciopero generale del piacere.
Che, pur di poter dire di avere un uomo, le mie coetanee rinunciano a togliersi un mucchio di soddisfazioni.
Assumono le pose delle modelle, delle presentatrici televisive, delle attrici…
Provano piacere nel farsi ammirare?
Non ne sono del tutto convinta.
Lo fanno, perché così fan tutte.
Vale per loro quello che Blaise Pascal diceva a proposito dell’uomo e del “divertissement” in genere: che nessun uomo, se ricordo bene, sarebbe capace di resistere da solo un giorno intero chiuso in una stanza perché avrebbe orrore della propria condizione.
Il divertimento, diceva Pascal, è ciò che ci distrae da noi stessi e ci porta alla nostra rovina.
Io sono convinta di saper resistere da sola, chiusa in un appartamento, anche per un mese intero e di non cedere alla tentazione di credere nella miseria della nostra condizione.
Se vuole mettermi alla prova, mi dia le chiavi del suo appartamento.
Mi faranno compagnia i suoi dischi di jazz di cui mi parla tanto.
E devo confessarLe che, per una volta, non Le do torto.
Il jazz è una forma di liberazione.
Anche perché è stato scritto da degli schiavi.

Dora


Photo by Monchak (nu-photos.com)

 
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Pubblicato da su 17 maggio 2010 in Letteratura

 

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