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Lettere a Mefistofele: 15 aprile

15 Apr

15 aprile

Porceddu mio,
dopo la conversazione che abbiamo avuto l’altra sera, tra una portata e l’altra, mi è venuta in mente un’idea.
Perché non suggerisci all’amministrazione comunale, visto che sei diventato un cittadino influente, di concepire nel centro storico di Torino un quartier generale delle puttane?
Il quadrilatero romano me lo vedo bene, topograficamente parlando, ridisegnato in questo modo.
Un’arteria principale denominata Via delle Prostitute a cui si accede da vie secondarie che potrebbero chiamarsi Via dei Ruffiani, Via dei Pompini, Via dei Pedofili e via dicendo.
Ma bisogna che ogni caseggiato possieda un nome suggestivo.
Tu che sei stato in Francia dovresti imporre all’amministrazione una denominazione di origine controllata e garantita.
“Maison de la Russie” (solo russe), “Maison de la Corée” (solo coreane), “Maison du Maroc”…
Una specie di villaggio olimpico, insomma, un po’ come quello per i giochi invernali che ha appena chiuso i battenti, dove ogni puttaniere che si rispetti, tu per primo, si trasformi in atleta e tenti di ottenere la palma del migliore.
Che te ne pare?
Potresti anche suggerire che venisse indetta la giornata mondiale della prostituzione, visto che ce ne sono già tante.
Da quella per la lotta contro il diabete a quella contro la fame. Dalla festa del cane a quella del cioccolato…
Io non ci vedrei nulla di male.

Il tuo macellaio.

Rino


Photo: bw – aquarelka (photodom.com)

15 aprile

Gentile Autore,
nel suo romanzo continua a non esserci un intreccio.

Si intuisce una trama.
Una donna che “Lui” amava e che gli è venuta a mancare.
Ma un romanzo non può essere evasivo: deve afferrare qualcosa.

Io non me la sento di condannarlo in blocco.
L’incipit, che Lei ha avuto la bontà di ritoccare, è formidabile. Quella sfilata di maschere per le vie di Parigi in una sera improbabile d’autunno, con l’io narrante (Lui) che si è travestito, coprendosi il volto di cipria bianca, e fa fatica a liberarsi da un groviglio di abbracci che finiscono per essere i tentacoli della capitale…
Ma il resto spesso è gratuito e non mantiene le promesse.

Avrebbe dovuto saper dosare il suo estro surreale.

Il suo Editore


Photo by John Orban (photo.net)

 
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Pubblicato da su 15 aprile 2010 in Letteratura

 

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