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Architetture del vuoto (Parte terza: 2001-2004); V “Io non son di questo mondo…”

20 Nov

clouds-from-the-left-window. joe's nyc
clouds-from-the-left-window. – joe’s nyc

V

Io non son di questo mondo.
Vengo da un altro pianeta.

Un giorno, se non erro,
il mago Merlino mi fece salire
in groppa a una cometa.

Osservò gli astri. Consultò
gli atlanti dalla a alla zeta.
Studiò traiettorie e possibili scorciatoie.
E, dopo un’attenta ricognizione
di ogni angolo dell’universo,
non trovò altro di meglio da fare
che scaraventarmi sulla terra.

Mi sbaciucchiò sul collo.
Mi diede una pacca sulle spalle.
E, tanto per attutire la caduta,
mi raccontò una fiaba.

“Coraggio, figlio mio, datti da fare!
In questa valle di lacrime
ci sarà ben poco da scherzare”.

razor-wire-and-clouds.joe's nyc
razor-wire-and-clouds. – joe’s nyc

***

Io non ne volevo sapere di lavorare.
A me il sudore non è mai piaciuto.

Adoro la pigrizia: mi piace dormire.
Detesto il frastuono e la sporcizia.

Detesto le nuvole di fumo
che fuoriescono dalle ciminiere,
le lamentele degli operai
e la balordaggine dei padroni,
le sceneggiate in piazza
con tanto di tamburi
e di bandiere stese
come le bluse dei lavoratori,
simili a spaventapasseri,
appese alle ringhiere
in segno di protesta.

Non sopporto i calendari,
le campane che suonano a festa,
come una sveglia,
anche nei giorni feriali,
le lancette degli orologi,
i minuti di silenzio inutili
e quelli di raccoglimento
per commemorare la scomparsa
di una falsa autorità.

Detesto le opere di carità
e quelle, a tempo perso,
a fin di bene.

Detesto la folla che non detiene
il senso del buon gusto.

Detesto la metropoli angusta
dove si danno raduno
gli autobus sgangherati,
le macchine ridotte ad un rottame
dopo essersi impennate
sui cavalcavia delle autostrade,
le motociclette rubate,
i treni che si sono rincorsi, incrociati
e salutati, a forza di stantuffi,
dopo aver respirato i miasmi
fetidi delle piccole città.

A me il soggiorno su questa terra
non è mai piaciuto e mai mi piacerà.

kent-avenue-pink.joe's nyc
kent-avenue-pink. – joe’s nyc

***.

Rimpiango il mio paradiso perduto.

Rimpiango la villa in marmo rosa
che mi ero fatto costruire
su un lago smeraldo abbandonato,
fiancheggiato da portici alti
quanto le torri di una cattedrale gotica.

Rimpiango i suoi giochi di ombre
e di luci, gli zampilli d’acqua
di cui erano capaci le sue fontane,
i platani e le palme
che avevo fatto piantare
per proteggermi dal sole,
il fogliame e i manti erbosi
dei suoi giardini
sui quali mi sdraiavo a meditare
al cinguettìo degli usignoli…

hellabores-in-the-rain.joe's nyc
hellabores-in-the-rain. – joe’s nyc

Per le foto che accompagnano il testo: http://www.joesnyc.streetnine.com/

 
1 Commento

Pubblicato da su 20 novembre 2009 in Letteratura

 

Tag:

Una risposta a “Architetture del vuoto (Parte terza: 2001-2004); V “Io non son di questo mondo…”

  1. Martina

    25 novembre 2009 at 12:51

    Molto, molto bella… Denuncia in maniera reale i mali di questa terra e le monotonie della vita… alle quali siamo obbligati ad accostarci continuamente. Sarebbe bello visitare quella villa…

     

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