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Architetture del vuoto (Parte terza: 2001-2004); III “Perché a mio padre non piacevano le donne…”

13 Nov

Cocktail - Jaroslavv (photodom.com)
Cocktail – Jaroslavv (photodom.com)
без названия - Jaroslavv (photodom.com)
без названия – Jaroslavv (photodom.com)

III

Perché a mio padre non piacevano
le donne, mentre a me
le donne son sempre piaciute,
io che colpa ne avrei?

A me le donne piacciono
perché sono un dono degli Dei.

Perché, quand’anche avessero
il volto coperto di nei,
di lentiggini o di tatuaggi,
io non per questo non le amerei.

***

A me le donne son sempre piaciute.

Quelle smilze come quelle paffute,
quelle scheletriche e ossute
come quelle grasse e imponenti,
dal doppio mento e dal seno straripante.

Quelle ilari come quelle scorbutiche.

***

A me le donne piacciono più che mai.

Le sognatrici e le vagabonde,
le indaffarate e le fannullone,
le timide e le spavalde,
le complessate e le emancipate,
le donne impegnate e quelle invischiate
in un mare di guai…

Le infermiere e le casalinghe,
le commesse e le segretarie,
le operaie e quelle che si danno
un’infinità di arie: le intellettuali.

Quelle graffianti e argute
come quelle esitanti e scontrose:
le donne smorfiose.
Quelle morigerate e austere
come quelle giocose,
pronte a sbellicarsi dalle risa
per un niente.

Le donne pronte a far finta
quotidianamente di essere infelici,
insoddisfatte, annoiate, sole…

Quelle che si tingono i capelli
e quelle che non lo fanno.
Quelle che si incipriano
e si imbellettano, ma non lo sanno
che senza un po’ di rossetto
starebbero meglio.

Le ballerine da strapazzo,
le attrici e le comparse,
le santerelline e le meretrici,
le donnone che ti schiacciano
con il loro peso
e le donne piene di principi…

Quelle dalla voce rauca
come quelle dalla voce squillante
quanto la sirena di un’ambulanza.

Quelle con gli occhiali e quelle senza.
Quelle con la parrucca come quelle
senza trucco: le contadine.

Quelle svelte nel fare l’amore
come quelle lente
quanto delle tartarughe.
Quelle con la fronte
devastata dalle rughe.

Le Europee e le Asiatiche,
le Parigine e le Piemontesi,
le donne del Vercellese e le Emiliane.
Le donne dell’Islam, quelle dell’Africa
e quelle del sud delle Americhe.

Le donne angeliche e quelle sataniche.

Photo Jaroslavv (photodom.com)
Photo Jaroslavv (photodom.com)

*** ***

A me piacciono tutte le donne.

Le donne che hanno il sapore
dei frutti di mare
e quelle che il mare, in vita loro,
non l’hanno visto mai.

Le donne stuzzicanti come un salatino
appena uscito dal forno.
Le donne simili al ricordo
di un formaggio grattuggiato
assaggiato solo una volta.

Quelle avvolte in involtini
che farebbero venire l’acquolina
in bocca anche a un santo.

Quelle simili a dei raviolini
fatti saltare in padella.
Quelle dal gusto degli spaghetti
alla salvia e al gorgonzola.
Quelle dal profilo dei sottofiletti
fatti rosolare nella brace.

Quelle simili a salsicce
sulle quali si avventerebbe
un avvoltoio, se solo le vedesse
pendere in cantina da una trave.
Quelle mollicce come patate arrosto
coperte di zafferano.

Quelle dall’aria dei gamberetti
da servire accompagnati
ad una zuppa di cipolline fresche
in piena estate.

Tutte cetriolini, olive nere,
sottoaceti, acciughe,
funghi porcini marinati.
Ostriche da condire con lo spumante.
Donne profumate…

Rose - Jaroslavv (photodom.com)
Rose – Jaroslavv (photodom.com)

***

Donne filanti e fondenti
come creme allo zabaglione.
Appetitose quanto una fetta di torrone
per un povero garzone
o per il figlio di un operaio
che muore di fame.
Donne matrone.

Succulente come intingoli pepati,
gustose come fragole all’aceto,
appetitose come cosciotti di pollo
alla besciamella,
capricciose come fette di faraona
ripiene di frattaglie e di frittate.

Perché mio padre
non aveva quasi mai appetito,
io per questo digiunerei?

***

Donne carnose
come la polpa di melograni.

Donne pazze d’amore
come pietanze inaudite.

Fritti misti e radicchi
fatti macerare nel Barolo
o in tazze di Chianti.

Fondute di salmone.
Insalate di frutti tropicali.
Marmellate di capperi
proibiti al caviale.

Biscottini al tartufo.
Tortelle alle foglie
di tabacco tritato
fatte friggere
nello strutto di maiale.

Cigliegine inglesi appena colte,
galleggianti, come orchidee,
in vasetti di latte di capra
appena munto.
Angurie alla panna montata.
Donne sciagurate.

A me le donne son sempre piaciute.

E siccome per le donne
io mi son guastato la salute,
adesso le disprezzerei?

Fruit d'automne 3 - Lainon (zphoto.fr)
Fruit d’automne 3 – Lainon (zphoto.fr)

 
3 commenti

Pubblicato da su 13 novembre 2009 in Letteratura

 

Tag:

3 risposte a “Architetture del vuoto (Parte terza: 2001-2004); III “Perché a mio padre non piacevano le donne…”

  1. sara

    14 novembre 2009 at 17:21

    Immagini stuzzicanti, allitterazioni “gustose”. E’ sabato e mi è venuta voglia di aperitivo!!! Prof… ha fatto centro!!!

     
  2. romano

    17 novembre 2009 at 21:09

    Immagini come quelle degli involtini o dei ravioli hanno stuzzicato un mio senso di tenerezza! Ma quella donna-salsiccia che penzola da una trave in cantina su cui si avventano avvoltoi? Mi ha stimolato qualcos’altro…😄

     
  3. Martina

    18 novembre 2009 at 10:31

    Sono immagini davvero molto particolari e inaspettate…

     

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