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Quando ti trovi in città ad agosto… Frammenti di un monologo al femminile. VI

23 Ago

geometrie
Endre Rozsda – Géométrie organique (inchiostro su carta, 1960 circa)

VI

E al mio funerale
mi sembra già di sentir dire:
“Era una donna aperta,
pronta a prestarti attenzione sempre.
Una donna piena di carattere.
E l’emozione che proviamo adesso
nel sotterrarla non deve farci
dimenticare quanto amasse la vita
e come fino all’ultimo non avesse
pensato di farla finita”.

“Chi di noi l’ha conosciuta sa.
La sua morte è il destino
a cui tutti ci dobbiamo rassegnare”.

“Osservate il suo sguardo sereno.
Il viso, dite, non sembra davvero
che sorrida ancora?”

“Era una donna allegra,
che sapeva scherzare.
Il sorriso le è rimasto impresso
negli occhi per sempre.
Sapeva farsi amare”.

“Dobbiamo continuare a vivere
come se fosse ancora
tra noi e ci guardasse”.

“Ecco, dobbiamo far finta
che non sia successo niente”.

“Dimentichiamo per un attimo
che è morta. Poi per un giorno intero,
una settimana, un mese…
E riprendiamo a far la nostra vita
di ieri. Ce ne sarà grata”.

“Torniamo a casa.
Su questa tomba vegli Iddio,
se a Dio importa.
O almeno usino clemenza
le stagioni.
Non sarà sempre estate”.

“Qualcuno sorregga le spalle
della madre. Che la si distragga
dal pensiero della figlia.
Pensarci non serve a niente”.

“Dimentichiamo questo odore
di fiori nauseante
e i colpi dei chiodi sulla bara.
Tuffiamoci nel presente!”

“Il tono e il ritmo stesso
delle mie parole…
E’ solo una canzone.
La vita ci sorrida!”

*** *** ***

“Di lei non ci resta quasi
niente. Ma in fondo ha fatto
la sua parte. E adesso
che si è messa in disparte
per far posto a qualcun altro,
disperdiamoci!”

“Ognuno riprenda
il suo cammino al di là
di questo campo coperto di croci
che va fino all’infinito”.

“E se di notte capitate
da queste parti
o se per sbaglio vi imbattete
in qualche luce strana,
non vi fermate!
Questo non è un cimitero
come gli altri”.

“Ci sono solo morti, morti,
morti…”

“Morti dappertutto”.

“Di fianco a lei la terra
li divora.
Li sta divorando adesso
sotto i nostri piedi”.

“Non fatevi assalire
da questi pensieri!”

“Se volete dimenticare
che ieri era ancora viva
e che domani, putrefatta,
al posto del sangue circoleranno
solo vermi nel suo cranio,
che il suo corpo sarà uno stagno,
melma che si asciugherà…”

“Se davvero volete dimenticare,
partite il più presto possibile.
Al posto delle gambe
abbiate le ali!”

Dove ho letto tutto questo?

 
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Pubblicato da su 23 agosto 2009 in Letteratura

 

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