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Quando ti trovi in città ad agosto… Frammenti di un monologo al femminile. IV

20 Ago

proliferation
Endre Rozsda – Prolifération (inchiostro su carta, 1958)

IV

Noi non facciamo che intuire.
Questo è il nostro solo merito.

Di una semplice intuizione
saprei fare la mia forza.
Ma dove cercare?

Mi basterebbe un attimo,
uno spiraglio breve.
Che la porta s’aprisse un poco
ed io potessi anche solo
intravedere.

Ma poi starei a dirmi:
“Ho visto male, ne so
troppo poco. Vorrei
uno sguardo totale
sulle cose”.

E, allora, stupirmi
fino in fondo.

Inorridire.

Chi avrebbe immaginato
che dietro quella porta
rimasta chiusa per tanto tempo,
coperta di polvere, davanti
alla quale ero passata indifferente,
si nascondesse tutto questo?

Credevo che la mia casa
fosse tutta lì.
E ad un tratto scopro
che c’era un corridoio
nascosto.

Attraverso una stanza.
Altri spazi s’aprono.

Scendo una scala,
scorgo un sotterraneo,
risalgo in fretta,
e, vicino al tetto,
un altro nascondiglio,
un vano…

Vorrei così potesse
continuare all’infinito
la scoperta dei luoghi
dove nessuno era arrivato.

E più scendo, incredula,
dentro al labirinto gigantesco,
più vorrei lasciarmi
alle mie spalle un vuoto.

Perdermi a lungo
per poi intraprendere
il cammino indietro.

Conservare il segreto.

Chiudere alla chiave
arrugginita la porta,
fare come se non fosse
mai stata riaperta.

E come se nulla fosse:
“Dove sei stata tutto
questo tempo?
Ti abbiamo cercata
dappertutto,
ma tu non rispondevi”.

E non rispondere.
Avere la mia certezza
dentro.

*** *** ***

Com’è semplice
questo sogno del labirinto!

Tutti saprebbero spiegarlo
in qualche modo.
Ma io non troverei
una ragione diversa da quella
del mio amor proprio
soddisfatto.

Saper di possedere
qualcosa di mio.

Non si può e non si deve
dare tutto.

Per questo sto sveglia stanotte.

Gli altri dormono già, forse.
Sono contenta che dormano.

Oppure sono partiti.
E’ estate.
Chi non se ne va d’estate?

Potrei avere
le mie braccia avvinghiate
a quelle di un uomo.

Andarmene sorridendo
lungo il molo…

Ci si va sempre di sera
ad ascoltare il mare.

Queste cose mi mancano,
lo sento.

E se questo labirinto fosse
solo immaginario ed io stessi
perdendo il mio tempo?

 
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Pubblicato da su 20 agosto 2009 in Letteratura

 

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