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Scherzo parigino (cap. IX)

09 Lug

Enough cold and rain - Parisdaily
Enough cold and rain (parisdailyphoto.com)

IX

Era stato verso la fine dell’estate che avevo avuto occasione di vedere Brigitte per l’ultima volta; un giorno di metà settembre in cui lei mi aveva mostrato l’ultimo acquisto che aveva fatto al mercato delle pulci: un paio di scarpette bianche con un lungo tacco a spillo.
Me le aveva mostrate al solito bar dove ci eravamo dati appuntamento, domandandomi ripetutamente se non le trovassi magnifiche, al punto che avevo dubitato che la sua soddisfazione non si riferisse tanto al suo ultimo acquisto quanto alle sue gambe abbronzate che risaltavano tra quelle scarpette bianche e una gonna corta, anch’essa bianca.
Quella sera di metà settembre, Brigitte mi aveva invitato a cena a casa sua.
Dirigendoci allo Châtelet, dove avremmo cercato un taxi, l’avevo presa a braccetto, dicendole, sul ponte sulla Senna, che mi sentivo un po’ come il principe delle favole, ma senza carrozza, che riaccompagna a casa sua la sua Cenerentola dalle scarpette bianche.
Le avevo portato, per festeggiare quella cena, due bottiglie di Barolo del sessantotto che avevo sottratto, in uno dei miei sporadici ritorni in Italia, alla cantina di mio padre; una cantina che presentava, secondo mio padre, sempre più spesso, dei vuoti inspiegabili.
Tu ne quaesieris: scire nefas! In questa casa si beve troppo vino, d’accordo. In vino veritas! Ma come abbiano fatto a sparire, tutto a un tratto, proprio tutte le bottiglie di Barolo del sessantotto, questo proprio non riuscirò mai a spiegarmelo…
Il Barolo, che mi era sembrato che Brigitte avesse apprezzato particolarmente, l’ora tarda e, soprattutto, la stanchezza dovevano averla convinta, alla fine, ad accettare il mio invito a metterci a ballare, noi due, nella sua camera da letto, al ritmo di un lento, una canzone di Léo Ferré (Avec le temps) di cui avevo storpiato le parole, cercando di ripetergliele all’orecchio.
Ero uscito, assonnato, dal suo appartamento verso le cinque del mattino, dopo che, con una gomitata ai miei fianchi nel letto, Brigitte mi aveva fatto capire che sarebbe stato meglio che me ne fossi andato, perché Thierry (un Thierry di cui avevo ignorato l’esistenza fino a quel momento) sarebbe potuto tornare da un momento all’altro.

Mi diressi verso i binari della stazione della metropolitana.
Avevo finito per comprare qualcosa anch’io al mercato delle pulci di Montreuil: i tre volumi di un’edizione rara del Settecento dei Saggi di Montaigne che avevo raccolto per caso da terra, dopo aver rovistato in mezzo a un mucchio di romanzi polizieschi sgualciti.

Alesia Metro Station - parisdaily
Alesia Metro Station (parisdailyphoto.com)

 
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Pubblicato da su 9 luglio 2009 in Letteratura

 

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