RSS

Scherzo parigino (cap. VI)

05 Lug

A day at the Vanves flea market - Parisdaily
A day at the Vanves flea market (parisdailyphoto.com)

VI

Avevo perso presto di vista, quella domenica a Montreuil, il vero motivo per il quale avevo deciso di recarmi al mercato.
Procedevo in modo svogliato tra la folla, dando, ogni tanto, uno sguardo alle bancarelle e frugando, ogni tanto, tra le cose usate.

Soprammobili, quadri, statuette di marmo, arnesi da lavoro, stoviglie, oggetti di cuoio…
Un tavolo ingombro di occhiali, un altro di portasigarette. Degli impermeabili, degli ombrelli, degli stivali. Un mucchio di bottiglie vuote, un altro di asciugamani, un altro di portafogli. Delle sciarpe, dei cuscini, delle racchette da tennis…
In un angolo del mercato, dall’alto di una specie di podio allestito su dei mucchi di giornali, un predicatore (non si capiva bene a quale setta religiosa appartenesse) apostrofava i passanti: la fine del mondo era imminente, il giudizio universale pure. E la gente continuava a perdere il proprio tempo a fare acquisti…

Fui, ad un certo punto, quasi coinvolto in una rissa che era sorta tra alcuni anziani intorno ad un mucchio di indumenti femminili. Poi, mi ritrovai di fronte ad una donna dai lineamenti asiatici, alta e bruna, la quale mi chiese, arrossendo, se per caso non volessi acquistarle dei botticini di profumo.

Altri mucchi di roba usata, altri venditori ambulanti, altri oggetti appartenuti al passato.
Delle radio, delle lampade a petrolio, dei barattoli di vernice vuoti. Delle casse ricolme di giocattoli per bambini: soldatini di piombo, cavallini di legno… Un presepe. Degli articoli militari.
Una bancarella di orologi e di sveglie di ogni tipo, una delle quali collegata a un carillon nascosto dentro a una curiosa casetta di legno, per cui, quando scoccava una certa ora, il carillon si metteva in moto, e si vedeva allora uscire, da quella casetta di legno, una graziosa coppia di sposini che si scambiavano tanti baci quante erano le ore.
Risuonarono, ad un certo punto, le quattro del pomeriggio e si videro così uscire, da quella casetta di legno, i due sposini che si diedero quattro affettuosi baci sulla guancia.
Ripensai a Brigitte e ai baci che ci scambiavamo ogni volta che ci vedevamo.

Dopo i primi tempi, una volta esauriti i suoi racconti sui clienti del suo albergo di lusso (come se quei racconti non fossero stati altro che dei preliminari), il tono delle nostre conversazioni era cambiato.
Più che di conversazioni, si trattava di monologhi, perché in fondo io non facevo che ascoltare, e mi ero abituato presto ad assaporare in silenzio il piacere delle sue parole.
Arrivavo, ogni volta, in ritardo ai nostri appuntamenti; dei ritardi che io tentavo di giustificare, mostrandomene mortificato, con delle scuse alle quali Brigitte, però, non mi sembrava che prestasse attenzione.
Avevo, anzi, l’impressione che, più che infastidita dalla mia mancanza di puntualità, la cosa le fosse gradita, e che, scorgendomi arrivare da dietro ai vetri, seduta al tavolino del bar, provasse un leggero disappunto, come se il mio arrivo fosse venuto a turbare l’armonia che si era nel frattempo creata tra lei e quel bar; un bar in cui Brigitte doveva sentirsi a suo agio anche da sola.
Avvicinandomi al tavolino, l’avrei vista guardarsi per un attimo allo specchio che avrei lasciato alle mie spalle sedendomi, aggiustarsi con un gesto rapido i capelli, per poi sorridermi di nuovo, pregustando, forse, il piacere che avrebbe provato ad intrattenermi con le sue parole.
Doveva esserle piaciuto soprattutto il mio imbarazzo nel sentirla parlare con tanta disinvoltura.

Perplexe - Thierry René
Perplexe – Thierry René (“Libération”)

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 5 luglio 2009 in Letteratura

 

Tag:

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: