
Cat and mouse – Vartan (photodom.com)
VII
Abbiamo visitato
la città con i nostri baci.
Ci siamo baciati davanti
al monumento al milite ignoto
che ci osservava impaurito.
Ci siamo baciati di fianco
al vigile urbano impettito
e furente, e poi ci siamo baciati
di nuovo, in modo inaudito,
scandalizzando la gente.
Abbiamo attraversato
la città con i nostri baci,
eludendo veicoli e ingorghi,
prendendo in giro la folla,
baciandoci in modo scomposto,
in modo sicuro,
al momento opportuno.
Ci siamo innaffiati di baci:
io folle e tu giovane,
io vecchio e tu bella.
Abbiamo brindato
alla buona novella.
Ci siamo graffiati di baci
sul collo e le ascelle.
Hai slacciato le scarpe e le calze.
Le hai gettate nel fiume.
Una persona gentile è corsa
a rincorrerle.
Abbiamo visitato la città
a forza di baci.
Da piazza San Carlo
a piazza Statuto, da Porta Palazzo
alle porte in rovina, dalle vetrine
del centro ai giardini reali,
da Superga a Caselle.
Abbiamo rovistato
la città con i nostri baci.
Ci siamo baciati in pallidi androni,
in cortili barocchi, in giardinetti
stregati. Siamo scesi
in sotterranei sinuosi e saliti
in soffitte assolate.
Abbiamo inciso le nostre iniziali
su una lapide bruna
che hai coperto di viola
con la tua cipria e il tuo trucco.
Ci siamo ubriacati di baci,
inseguendo una mappa fasulla,
un percorso proibito,
perdendo di vista la rotta,
dimenticando la vita…

Teremok – Vartan (photodom.com)
Ci siamo baciati
di fronte alla Sfinge.
Abbiamo sfondato il portale
del Duomo a colpi di baci.
Guardando la volta e gli affreschi,
ci siamo baciati di nuovo,
ubriachi. Un cappellano
ci ha colti in flagrante
e ti ha osservata estasiato.
Abbiamo sfidato i tifosi
nelle strade del centro.
Li abbiamo fatti impazzire
di rabbia, gelosi.
Li abbiamo messi a tacere
baciandoci in modo tremendo,
in modo chiassoso, una volta
sul mento, un’altra sugli occhi
e poi sulla bocca.
Abbiamo sbirciato la città
con i nostri occhi.
Non riconoscevamo dall’alto
il Monviso, il Rocciamelone
e il Gran Paradiso.
Abbiamo sorriso lo stesso
e ci siamo baciati
in modo convulso e sconnesso.
Abbiamo ridipinto
la città con i nostri baci,
colorandola come per prepararla
a un carnevale.
Abbiamo aggiustato il fanale
di un autobus e lo abbiamo fatto
brillare di una luce diversa.
Alla Gran Madre abbiamo restituito
il suo rosa. A piazza Vittorio
un rosso vermiglio. A via Po
un azzurro un po’ audace.
A piazza Cavour e a piazza Carlina
i colori del giglio.
Abbiamo coperto le ingiurie
e gli insulti sui muri.
Io folle, tu bella.
Io ingenuo, tu artista.
Ti ho lasciato scegliere
le tinte e i pennelli.
Abbiamo ridato al re
di piazza Castello il suo trono.
Al cavallo di bronzo
un tocco di tono
e un po’ di allegrezza.
Al principe armato abbiamo tolto
l’elmetto e aggiustato i capelli,
rendendolo meno severo.
Abbiamo devastato la città
a forza di baci.
E adesso, a ripensarci,
non mi sembra vero.

на льдине любви – Vartan (photodom.com)







































